domenica 26 giugno 2011

... Dalla Terra dei Sempre Giovani

 

Sara' dalle terre dei Sempre Giovani che s'irradiera' la Nuova Luce in Europa, il Nuovo Paradigma. 
L'Irlanda sara' il centro spirituale forse piu' grande e la Britannia sara' sua intima collega.
La Bretagna s'avviera' ad essere di nuovo "terra di fate e incantatori" e dal Monte Bianco torneranno i bagliori dorati ad illuminare le genti, il Monviso, il Re di Pietra, rispondera' come signore delle Alpi Cozie e i suoi emissari si riveleranno piu' numerosi di quanto non si sia pensato. 
Le Dolomiti inizieranno ad essere piu' strane ed inquietanti, i Fanes inizieranno a risorgere... 

Avalon e le Altre Regioni inizieranno e rifulgere poco alla volta anche nel nostro mondo riportando nuova gloria alla Terra Madre. 

Commento alle affermazioni di Emma Restall Orr sul Druidismo, oggi


Premessa: ciò che segue vuole essere un puro commento personale che non toglie la stima che nutro verso quei ripropositori del Druidismo oggi. Capisco anche che la giusta divisione tra Druidismo antico e Druidismo moderno. Il mio commento è dunque espresso come sottolineatura, seppur personale, a tali concetti.

***

Dice Emma Restal Orr  (del British Druid Order):
"[...] il Druidismo, essendo una tradizione orale e una spiritualità pagana, celebra il processo inarrestabile del cambiamento.
Perché la natura non è mai la stessa: gli elementi sono in continuo movimento, creando sempre nuove realtà. I cicli del cielo, delle stagioni, i nostri corpi, le maree degli oceani, tutte queste cose ci dimostrano il perpetuo moto di cambiamento della natura.
Se facessimo esattamente ciò che facevano i Druidi di 2500 anni fa, la stagnazione ci porterebbe al decadimento. Cosa rimane uguale? "

Io penso che il decadimento sia avvenuto, ed abbia portato alla progressiva disgregazione del Druidismo, 'grazie' al cambiamento in peggio che c'e' stato, un cambiamento verso un modo d'essere sempre piu' preda del caos, dell'artificialita' e della disarmonia, come Eta' del Ferro (l'ultima delle quattro eta') detta d'altronde.Quindi mi parrebbe un discorso eccessivamente a favore dei druidi moderni, pur essendo personaggi che rispetto e, comunque, apprezzo.

"I vari popoli nelle loro tradizioni trovano ispirazione in diverse ere e paesaggi, ma allo stesso tempo danno continuità alle tradizioni in molti modi.
Per quanto mi riguarda, attraverso il linguaggio e la bellezza della mia pratica spirituale, io sento che l’elemento focale del Druidismo è rimasto con noi. Era con i sacerdoti delle nostre terre 5.000 anni fa, e mormora con forza nella voce dei Druidi di oggi; è la relazione sacra tra noi e la natura.

Il mio concetto di Druidismo è l’ascolto dello spirito, degli avi, l’avanzare passo passo con cautela, ed offrire la mia creatività con coraggio, sincerità ed umiltà.
Ciò che udivano i Druidi millenni fa, in qualche modo è presente ancora oggi: - esatto, in qualche modo -scende la stessa pioggia, gli stessi mari si frangono contro le coste, si respira, si ride e si piange immersi nella stessa aria. Tuttavia le loro vite erano diverse, le necessità della terra; la gente, gli dei erano diversi, e ciò dà un senso di come la religione sia cambiata."

Ora, so che potrei risultare sconvenientemente poco simpatico, ma non riesco a trattenermi dal dire che mi suscita un po' di ilarità leggere che la natura sia esattamente la stessa dei millenni passati, dopo che abbiamo violentato e sporcato in tutti i modi, anche se non nego che la magia delle atmosfere antiche si possa ancora trovare in certi luoghi naturali e in certe situazioni... Ma che gli Dèi siano diversi mi pare un'affermazione un po' azzardata.

"Oggi promuoviamo delle campagne per impedire che una strada venga costruita attraverso un’antica foresta; gli antichi Druidi avrebbero aiutato a decidere il giusto percorso di quella strada."

Attraverso l'antica foresta, non credo proprio...

"Oggi come allora i sacerdoti ascoltano gli spiriti della natura e la voce degli avi.
Solo una piccola minoranza nella comunità Druidica mondiale vorrebbe avere una sorta di “continuità” col passato. Tuttavia, essi devono scegliere solo ciò che possono ricreare, e rassegnarsi a lasciar perdere ciò che non potrebbe essere accettabile alla cultura moderna."

In rispetto alla signora, mi esprimo in modo più approfondito: visto la condizione esistenziale innaturale e decadente che ormai è al centro della vita quotidiana e che afferra (chi più, chi meno) la maggioranza degli individui, si può forse afferamare che la società umana ha progressivamente reciso il suo contatto con la dimensione magica e spirituale identificandosi negli stessi obrobri artificiali che crea nel corso della sua esistenza, nonché nella grande banalità e aridità che sono alla base della sua vita quotidiana.

Ciò per dire che un uomo o una donna che segua una Via iniziatica legata alla Natura e agli Dèi non può che arrivare a renderlo via via più naturale e Reale, e dunque in ferma e naturale opposizione, o disinteresse, a molti aspetti che la 'cultura' moderna accetta e riconosce.
In piu' un Druido passava 20 anni di apprendistato prima di arrivare ad essere uno di coloro che vedono lontano, un sapientissimo, nonché una intensa selezione e, non ultima, l'Iniziazione...

Chi pratica oggi questo tra i vari 'druidi'? Chi riceve l'insegnamento iniziatico antico? Chi viene Iniziato ai misteri degli Dèi da un sapientissimo?
Non nego a priori che ciò abbia totalmente cessato d'esistere (non si potrebbe nemmeno) e di essere una possibilità, ma nemmeno, dunque, un qualcosa di facile da trovare, anzi...

Per il resto, trovo però giusto dire che dipende anche dalla propria storia individuale e che, dunque, alcuni potrebbero ancora cogliere, o ritovare in se stessi "l'elemento focale del Druidismo" nel corso della loro ricerca... Perché sì, esso è rimasto ancora presente negli antichi siti dei nostri Antenati... E si potrebbe anche supporre che il coglierlo e il maneggiarlo nuovamente potrebbe essere legato al sorgere di un particolare tipo di memoria e conoscenze sopite legate a esitenze precedenti avvenute in tale contesto e forse, dunque, alla presenza di una sensibilità sufficientemente fuori dal comune...

"Dopo tutto, - continua Emma - non molti nella nostra cultura vorrebbero realmente vedere le teste dei nostri “nemici” decomporsi lentamente appese alle pareti dei templi! Addirittura, lo stesso concetto di “nemico” mi suona superato, basato sulla stessa attitudine comportamentale che ci ha condotti alle Guerre del Golfo, e che risolve ben poco."

Beh, riguardo alle teste (che comunque erano mantenute nell'olio) era prassi della classe guerriera e avrebbe avuto un particolare significato anche se non è questa la sede per parlarne.
Sinceramente non piacerebbe nemmeno a me vedere lo spettacolo (se non si tratta di un'altra delle alterate storie dei personaggi classici atte a intimorire soldati e plebe e a dar loro motivo in più di conquista, come storia insegna) ma non ha a che vedere con i Druidi.
Il concetto di nemico, putroppo, non mi pare affatto superato, lo dimostrano i fatti.
Ma spero che poco alla volta ci usciremo.

"La natura fluisce, le società cambiano. Ma il Druido ascolta il canto degli Spiriti, come ha sempre fatto."

Si... e per quei pochi che potrebbero ancora dirsi Druidi o quasi tali mi dico d'accordo.
Ribadisco dunque, in modo più approfondito, che bisogna avere l'Elemento Focale del Druidismo in sé o sennò, da PURI e FORMALI STUDIOSI o RIEVOCATORI o RICOSTRUTTORI ben poco si può ottenere di veramente prezioso, rispetto a quegli ipotetici e rari individui che, in contatto con gli Alti Splendenti, e forse con qualcuno che ancora la sa lunga, sono detentori di Conoscenze Arcane.
Poche storie personali, dunque, possono forse per ora tenere tra le mani una verità celata.
Infatti, solo perché si vive nell'ignoranza non è giusto fare tabula rasa per quanto concerne la continuità di certe cose, le quali possono benissimo, per via dell'"indignazione" da parte, di ipotetici Druidi o Gens Magica rispetto all'obrobriosa opera di spiriti (umani inclusi, e forse pedine) negativi e/o incoscienti che stanni erodendo il mondo, continuare ad esistere celate perfettamente tra la massa e ancor meglio ritirate in certi luoghi inaccessibili e/o disabitati (o poco antropizzati).
Anche in Alchimia vige la legge del Tacere e del Velare. "... la presenza di una chiusura o di un "Sigillo d'Ermete" è considerata veramente importante, poiché esso impedirebbe a ciò che sta fuori, e cioé alle falsità, alle artificialità, alle passioni ed alle disarmonie che pullulano nel mondo storico, e che sarebbero facce diverse del grande Caos o Nulla che appunto oggi potrebbe dominare ogni aspetto della vita individuale e collettiva, di agire sulla Materia ermetica. Invece grazie al Sigillo, alla salda 'porta' ermeticamente chiusa, sarebbe forse possibile mantenere la Materia che deve essere lavorata in uno stato tale da rendere possibile l'operare su di essa con la necessaria calma ed il necessario distacco", infatti il Nulla "potrebbe cercare con tutte le sue forze di ostacolare, di sviare, di arrestare l'Opera che si fosse intrapresa al fine di svincolarsi rispetto a tutto ciò che è storico e profano". Tratto da "Poemetto Alchemico" di Davide Melzi, Edizioni della Terra di Mezzo.
Di certo, dunque, se ancora vi è qualche Druido della vecchia linea di certo non si esibirà tanto facilmente, anzi.... Se è destino, sarà la propria storia personale a rivelare la Verità... grazie forse anche a quelle tre Dee che i nostri Antenati conoscevano bene... ma non è detto che tutti meritino i Fili d'Oro che Esse detengono... La Ricerca è emozionante considerando che il Pegno finale potrebbe veramente essere un Tesoro..

mercoledì 18 maggio 2011

La perla di Euripide


 (Statua rappresentante Dioniso)

Quando un uomo che sa trova al suo dire
bell'argomento, il bel parlare è facile.
Tu lingua hai pronta, come senno avessi;
ma nessuna saggezza è nei tuoi detti.
E chi ha possa ed audacia e parlar facile,
mal cittadino è, se gli manca il senno.
Questo novello iddio che tu schernisci,
non ti so dire quanta sia per l'Ellade
la sua grandezza. Ché due cose, o giovane,
hanno pregio supremo fra i mortali:
la dea Demètra, ch'è la terra, e chiamala
con qual nome tu voglia: essa nutrisce
con la spiga i mortali; e a lei d'accanto
ora s'è posto di Semèle il figlio,
che all'uom donò l'umor dolce dei grappoli,
l'umido succo che solleva i miseri
d'ogni cordoglio, allor che si riempiono
dell'umor della vite, e dà nel sonno
l'oblio dei mali cotidiani; e farmaco
altro non v'è delle fatiche. Or questi
che Nume è pure, vien libato ai Numi,
sí che per lui profitto abbiano gli uomini.
Tu lo beffeggi perché nella scapola
fu cucito di Giove: io questo fatto
ti dirò proprio come avvenne. Giove,
poiché tratto dal fuoco della folgore
ebbe il fanciullo, lo recò fra i Numi.
E Giunone volea scaraventarlo
dal cielo giú; ma tale astuzia Giove
trovò, ch'era pur Dio. Franse una parte
dell'ètra che la terra intorno cinge,
e un idolo ne finse, ed in ostaggio
a Giunone lo die'. Quindi, col tempo,
narrâr, sul nome equivocando, gli uomini
che nutrito di Giove entro la scàpola
il Nume fu; che scapolato invece
era cosí dall'ira di Giunone.
(1) Ed è profeta questo Dio: ché molto
profetico estro è nel furore bacchico.

E quando in abbondanza alcun l'ingurgiti,
fa' sí che gli ebbri dicano il futuro.

Ed anche ad Ares qualche dote ei prese:
se armata schiera contro lui si spiega,
terror la invade pria che tocchi lancia:
ed anche tal follia vien da Dïòniso.
Sul doppio giogo delle rupi delfiche
tu lo vedrai, tra fiaccole di pece,
danzar, vibrar, squassare il tirso bacchico,
che in Ellade ha tal possa. Pènteo, m'odi.
(2) Non illuderti ch'essere sovrano
per i mortali sia vera potenza;
né reputarti, sol perché lo credi,
saggio, quando non saggia è la tua mente
.
Il Nume accogli in questa terra, e liba,
celebra l'orgie, al crin ghirlanda cingi.
A castità Dïòniso le femmine
non vuol costrette: insita dote è questa.
Rifletti a ciò.
(3) Pure fra l'orgie bacchiche
la donna savia non sarà corrotta.

Vedi! T'allegri tu, quando s'addensa
popolo alle tue soglie, e la città
il tuo nome festeggia. Anch'esso il Nume
degli onori va lieto. Io, dunque, e C admo
che tu schernisci, i crin cingiamo d'ellera,
e caroliamo: l'uno e l'altro bianchi;
ma pur forza è danzare; e
(4) i tuoi discorsi
non m'indurranno a battagliar coi Numi.

Ché folle sei d'una follia maligna;
né filtro a te saprebbe dar sollievo,
né senza filtri il male a te s'apprese.

Euripide, "Le Baccanti"



Faccio la premessa che non ho nessuna pretesa di comprensione totale dell'essenza del testo filosofico sopra presentato, ma riprodurrò quanto potrei aver colto.

(1) Ci si riferisce all'uso sacrale e magico della bevanda. Infatti le varie sostanze naturali sono presiedute da forze intelligenti e in contatto con qualità spirituali le quali, se assunte in modo corretto, possono dare effetti e scaturire conseguenze tali da porre l'uomo di fronte a modi di percepire la realtà ed apprendere a livelli straordinari, pur sempre con la dovuta cautela. Ed è questa cosa ben nota a tutto i popoli del mondo antico.
Infatti alterare il proprio stato per fini imbecilli difficilmente attira buona sorte...

(2) Avere potere politico profano non era dai più saggi considerato (e indubbiamente non lo è) indice di grandezza. Solo un re sacrale aveva significato pieno. Dal libro "Entità Fatate della Padania" di Carla Brughi e Alberta Dalbosco, riporto la citazione che rivela chiaramente la visione celtica arcaica della vera regalità: 
"Qualsiasi potere
che non sia quello di un
Rè sacrale
approvato dal consiglio dei Druidi
riconosciuto dalla Regina delle Fate
e convalidato dalla
Pietra del Destino
è tirannia
"
.
Accade dunque che la mente renda troppo spesso il nostro esistere gonfio di immagini di se stessi errate e presuntuose. Infatti non è affatto la mente la culla della saggezza, ma bensì il Cuore. La prima dev'esser solo uno strumento e non oggetto di identificazione.

(3) Il fatto che oggi, fin troppo spesso, una gran quantità di persone utilizzino il pretesto della 'sacralità' e della 'libertà di azione' (con grande ridicolaggine) come giustificazione per farsi trasportare dalle loro voglie fini a sé stesse, non deve far presupporre una eguale superficialità anche verso coloro i quali nella superficialità e nella bassezza non sguazzano affatto.
Piaccia o no (problema soggettivo), non può esservi corruzione e miseria negli atti di un uomo o di una donna naturali, reali, e di Conoscenza, i quali possono attuare l'orgia sacra, o bacchica, sotto la supervisione delle Armonie naturali e degli Dèi.
Infatti tali atti, guidati dall'essenza del vino preparato come bevanda sacra, ad altro non servono se non a risvegliare quelle energie sopite che risiedono all'interno dell'individuo e che lo renderebbero capace di giungere a una consapevolezza e a possibilità del tutto fuori dal comune, un esempio ne è la kundalini nel mondo asiatico.
In altre parole fondersi e identificarsi in quelle energie selvagge e primordiali, libere da ogni genere di schema mentale, grazie soprattutto all'aiuto di entità divine che vennero chiamate, nel mondo classico, Bacco e Dioniso.
Consiglio, come parte di questo breve scritto, di leggere la recensione di tale libro e i brani allegati: Dioniso e le Donne. 
Per quanto riguarda i tempi attuali, ben mi guarderei ad assecondare qualche ipotetico individuo il quale proponesse molto 'liberamente' un'"orgia bacchica" con tante belle scuse, dato che tali contesti naturali e in contatto con il Sacro e la Conoscenza e le Energie Primordiali e selvagge sono ormai quasi inesistenti e dunque gli eventuali praticanti non saranno altro che un'accozzaglia di vampiri famelici di energie altrui. In una parola, gentaglia.

(4) Certamente molti avranno da ridire in quanto ho scritto ed era contemplato anticamente, ma sta di fatto che se chi si è messo veramente alla ricerca di ciò che la maggioranza dell'umanità ha dimenticato e non comprende, non può e non deve permettersi di perdere tempo esitando nelle parole di coloro che si sono arresi a 'catene' varie. Sia che si tratti di gente cosiddetta 'spirituale' e presuntuosa che, ovviamente, di altri. Cambiar bandiera all'improvviso dopo che si era intrapreso un cammino di Nobiltà, potrebbe significare un gettar letame sull'offerta del Destino, ovvero al "battagliar coi Numi". 
Ovviamente, ciò che penso io dovrebbe essere chiaro...


Luce di luna insegnami la via, che può portar non nella fantasia, a far parte del tuo corteo di stelle, che brillano insieme, tutte sorelle, rilucono d’Amore e vibrano anche in me, insegnami se vuoi a venir da te. Come succedeva a molti anticamente, fai che succeda a me, rendimi ardente, rendimi fremente, rendimi amante, rendimi sognante.
("Il ragazzo dagli occhi di velluto", Dana Leberel)

giovedì 14 aprile 2011

Ciliegi in fiore

"Immobile, sotto i ciliegi in fiore, con occhi di cristallo rapiti dalla volta d'eterei petali chiari,
stava un fanciullo pallido.
Il suo viso si mescolava a quello dei fiori tanto grande ed intensa era la sua perfezione e apparente delicatezza.
Le sue vesti d'ametista e neve erano a tratti accarezzate dalle lunghe, profumate onde della fluente chioma nera.

Immerso nel candore d'un eterno momento, il fanciullo rivolgeva il suo sguardo al di là degli alberi amici...

“Quando mai potrò passeggiare al di fuori di questo giardino, ultimo luogo di riparo, che solo io conosco e posso vedere? Quando mai potrò fluire all'esterno rendendo il mio umano esistere come tal sogno?
Nessun umano mi conosce. Nessun umano sa chi sono.
L'umano stesso che incarno si affatica a ricordare...”

Il bianco prato di petali fu smosso, e immerso in una quiete beata e un poco amara quest'essere dimentico del suo nome prese a passeggiare molto lentamente...

“Fragile e dissipabile è il sogno.
Ma il Nobile Fuoco sa difendere il suo Nucleo.
Mondo tetro e rovina persistono, e ancor manifestarmi non posso.
O è forse il timore? L'insicurezza dell'oblio?
Cosa sono stato? Un umano immerso nel conturbante fascino di un'isola di smeraldo e forse nelle meravigliose bellezze del cosiddetto estremo oriente?
Da dove proviene l'eco debole che alimenta il sogno?
... Forse, il più profondo ricordo, il mio più intimo, tenue sentore non ha origine da un passato solamente umano.
Tuttavia, son angosce d'un momento...
La Fiaccola rimanga ardente, la piccola Luce si mantenga incorruttibile...”

Si fermò di davanti al torrente Variopinto e dopo aver contemplato l'armonia del corso multicolore si sfilò le vesti di dosso, che ricaddero al suolo producendo una fugace zuffa di petali.
Di fronte al torrente egli era perfetto e statuario.
Dopo una breve esitazione il ragazzo scese nelle acque incantate, che gli avvolsero il corpo facendogli emettere un lieve sospiro.

Le ansie e timori accumulati venivano smossi dolorosamente dal corso delle acque scintillanti.
La tenebra si manifestò prontamente e il luogo diventò improvvisamente più tetro... sempre di più.
L'oscurità scese a renderlo completamente cieco.
V'era il buio.
Sentiva solo l'acqua che accarezzava il suo corpo.
Dello splendore precedente non riusciva a scorgere traccia.
Oscurità...

Bene. La prova aveva avuto inizio e vi era solo una cosa che sentiva di dover fare, un’unica, possibile cosa che gli pareva provenire, quasi suggerita, da quell'ostinato Fuoco che ardeva al suo interno: aprirsi a sentire.
E ciò che sentì fu lo scorrere dell'acqua, non v'era altro di cui avesse coscienza, ora.
Era l'acqua e basta.
Quindi all'acqua volle affidarsi, dall'acqua volle apprendere...
E cosa faceva l'acqua? Fluiva...

Gli oscuri umori continuavano ad aggredirlo e lui volle provare a riprodurre il semplice insegnamento dell’acqua: si lasciò fluire tutto attraverso...
Non combatté gli stati d'animo, li contemplò.
Così facendo, questi scivolarono attraverso di lui come potrebbe scivolare della sabbia su d'una sfera di cristallo.
Fu quindi testimone incorruttibile del suo buio e questo scivolò in lui e fuori di lui senza incontrare forze che lo potessero alimentare ulteriormente.

Ciò si perpetuò fino quando il torrente, poco alla volta, raccolse il tutto... e depurò.
Infatti, poco alla volta, il fanciullo tornò a vedere le bellezze che lo circondavano e le vide ancor più belle di quanto gli erano parse in precedenza.
Il Fuoco accesa dentro di sé fu determinante poiché seppe integrare anche l'Acqua, l'insegnamento del fiume.

“Ricercando me stesso...”

Il ragazzo uscì dall'acqua e la sua pelle umida riluceva i colori del giardino fiorito.
Si sedette sotto i ciliegi, praticando l'Arte.
In quel viso immobile si manifestò radioso un sorriso.
E il sorriso fu coronato e da un soffio di petali bianco-rosati..."

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"... suggestiva... ma Ferdiad, dimmi, a chi si riferisce il tuo racconto?", chiese la giovane irlandese, che ospitava quell'enigmatico ed altrettanto giovane viandante, il quale, dedito a gustarsi i genuini cookies casalinghi, preparati dalla madre della ragazza, impiegò qualche momento per rispondere...
"Ehm... si riferisce a tutti coloro che si trovano nella condizione di quel ragazzo e a uno solo... a tutti quelli che si sentono insofferenti alla bruttura e alla misera condizione d'esistenza che oggi accomuna la maggioranza degli esseri umani. Però, ho detto a uno solo perché più che ogni altra cosa è la mia esperienza, il mio sentire, prima di riuscire ad iniziare concretamente ad uscirne..."

Niamh si concentrò per un po' su quelle parole, sorseggiando il suo tè, senza però avere un'aria smarrita come tante ne vide Ferdiad...
La ragazza aveva i capelli di un rosso d'oro e le lunghe ciglia le adornavano i grandi occhi verdi, la bocca era piccola ma bella come una rosa e ben definita come tutte le linee del suo corpo. Vestiva con un vestito da lei prodotto, di tipo quasi arcaico, tanto semplice - quanto bello e colorato - era il suo disegno.

Dopo qualche minuto, Niamh riprese: "Raccontami di più del tuo percorso... del tuo cammino di liberazione, se così si può chiamare. Sono molto curiosa."

"Non prendermi con tutta questa considerazione... tuttavia continuo a percorrere il sentiero, e tu avrai la tua storia, anzi... credo che, dietro quell'adorabile viso da misteriosa, tu la stia già avendo!
Ad ogni modo, potra essere oggetto di un'altra discussione... 
Che ne dici invece di andare ora in quel bosco vicino casa tua, in quella collina tanto famosa per le sue storie di magia? In questo periodo ci saranno senz'altro dei porcini eccezionali e se li trovassimo potremmo preparare una cenetta squisita! Infatti ho intenzione di applicare quella ricetta di cui ti ho parlato."

Niamh sorrise e ripensò alla succulenta ricetta accennatale da Ferdiad la sera precedente e, effettivamente, le venne l'acquolina in bocca.

"Bene!", fece lei "vado di sopra a prendere la mia borsa e l'offerta... lo gradiscono sempre!"

martedì 12 aprile 2011

Terra dei Fiordi



... Egli era lì,
nella Terra dei Fiordi la quale, sovente, era stata meta dei suoi pensieri desiderosi assieme ad altri luoghi del Nord…

Da un verde fiordo, Egli osservava lo specchio d’acqua che si stendeva calmo, silente all’interno di quelle alte terre…
Terre ricoperte di prati; terre ricoperte da luminosi boschi di candide betulle e da antiche selve sconfinate… tenebrose, impregnate di Mistero… millenarie…

In quel mondo a sé, ora si stendevano nel Cielo soffici nuvole compatte e formose, dalle quali uscivano infiniti fasci di dorata Luce, dando esistenza all’Incanto in una forma unica e rara.

Il cielo s'incendiò e il giorno fu consumato…  e l’ennesima notte tutto avvolse…

Ed eccolo, poi, il miracolo... ecco apparire il sovrannaturale evento… ecco manifestarsi la divina, estasiante Aurora Boreale, la Via delle Valchirie: segreto accesso, posto in evidenza, per le Dimore Altrove… Al-di-Là…

Ma invisibile a quasi tutti gli umani era l’apparizione dagli eterei colori cangianti, che agli occhi di alcuno in quelle terre poteva sfuggire.

E tutto ciò Egli sapeva…

sabato 12 marzo 2011

ROSA ALCHEMICA E IL 'RITORNO DEGLI IMMORTALI' (seconda parte)



LE TAVOLE DELLA LEGGE

In questo secondo testo si sviluppa la vicenda di Owen Aherne. Il protagonista si trova nell'abitazione del mistico cristiano e con egli discute riguardo al prezioso tesoro che il l'esoterista detiene nella sua antica cappella privata: un libro medievale di Gioacchino da Fiore (teologo, mistico e monaco – prima cistercense e poi florense – vissuto nel dodicesimo secolo e abate del monastero di Cortale), testo occulto (già menzionato nella prima parte di questo scritto) il quale risulta molto 'eretico' in relazione al pensiero ortodosso.
Cosa importante del testo in questione è la profezia riguardo l'avvenire di una nuova era.
Infatti si procede per gradi: nel libro Fractura Tabulorum, parte degli scritti di Gioacchino, verrebbero "spazzati via i comandamenti del Padre", Jahveh Zeovat, sostituiti dalla figura e dall'influenza del "Figlio", Gesù, per proseguire poi verso l'era dello "Spirito", che trasformerebbe in meglio l'umanità...

Come spiega Aherne, Gioacchino da Fiore è 
"conosciuto più che altro per una sua profezia, espressa in un libro intitolato Expositio in Apocalypsin, secondo cui il Regno del Padre era passato, il Regno del Figlio era in corso, e il Regno dello Spirito ancora doveva venire. Il Regno dello Spirito avrebbe decretato il completo trionfo dello Spirito, che lui chiamava 'spiritualis intelligentia', sulla lettera morta."

Il commento a questa citazione ci riporta l'attenzione anche all'argomento trattato nel primo scritto, poiché essenzialmente viene trattato lo stesso messaggio in tre narrazioni.

Quanto scritto nel testo di Yeats, o meglio quante pare sia stato affermato da Gioacchino da Fiore potrebbe avere vari allacciamenti con visioni e concetti abbastanza affini per quanto sta venendo trattato. Iniziamo ad esporli.

Si parla di tre età, tre ere che in chiave cristiana vengono definite come quella del Padre, del Figlio e dello Spirito.
Personalmente ciò, trattando di esoterismo, mi suggerisce le tre età astrologiche che si potrebbero interpretare nei "Regni" menzionati da Gioacchino. Ovvero, l'Età dell'Ariete, l'Età dei Pesci e l'Età dell'Acquario.
Come abbiamo visto nella prima parte di questo scritto, nell'Età dell'Ariete avrebbe avuto inizio la manifestazione sempre più frequente e feroce del crescente potere dell'Oscuro Jahveh, o Havgan nella tradizione celtica, attuale dominatore, seppur in apparente declino, dello spirito umano...
Effettivamente, essendo Jahveh il "dio ariete" di fuoco, tale età astrologica ben s'addice alla sua ascesa.
Analogamente a quanto detto riguardo a Jahveh, nella tradizione germanico-scandinava era  conosciuta l'esistenza di un gigante legato al fuoco chiamato Surtr, un'entità oscura antagonista delle Stirpi Divine (Æsir e Vanir) che avrà ruolo importante negli oscuri Tempi Finali:

''Fratelli [...] combattono a morte,
infrangon parenti legami di sangue.
Il mondo è crudele, spietati i misfatti.
La guerra: son tempi d’accette e di spade.
La fine: son tempi di vento e di lupi.
Un uomo all’amico risparmio non dà.

Si scuoton i figli di Mímir sapiente,
al corno che squilla possente e risuona.
Vi soffia già Heimdallr levandolo in alto
e mormora Óðinn sul capo di Mímir.

Yggdrasill vacilla. Il frassino antico
già scricchiola e geme, s’è sciolto il Maligno!
L’orrore serpeggia sul viale infernale:
ch’avanza la stirpe fiammante di Surtr.

Qual fato per gli Æsir? Qual fato per gli Elfi?
Rintronan giganti, discorron i numi.
Si lagnano i nani ai varchi rocciosi,
signori del suolo. Cos’altro tu sai?''

(Voluspa – Dario Giansanti e Claudia Maschio)


Secondo l'astrologia esoterica, l'Ariete è dominato dall'influsso dei raggi I°, VI° e VII°, ossia rispettivamente: Volontà, Potere; Idealismo, Devozione; Ordine Cerimoniale e Rituale.

Considerando che non eravamo nell'Età dell'Oro, ma bensì già in quella finale del Ferro (seppur non al suo misero termine come sarebbe ora), si potrebbe supporre che Jahveh abbia trovato un buon sostegno nell'attività di tali raggi, i quali non sono 'buoni' o 'cattivi' (come la mentalità di stampo cristiano è abituata a suddividere e catalogare), ma bensì delle Qualità e delle Forze che possono essere incanalate e trovar manifestazione in modo armonico o caotico, di alto o basso livello. E dunque credo possibile che l'attività inferiore dei tre raggi sopra citati sia stata manifestata da tale entità rispettivamente nell'usufruire del potere cosmico Distruttivo/Generativo nel contrastare gli altri Dèi, annicchilendo sempre più l'influsso luminoso nel nostro mondo e dominando perciò sempre più eccellentemente la realtà e le menti umane facendo riprodurre dunque anche nel nostro piano, attraverso le azioni umane, tale processo di contrasto dell'Armonia e creando un ordine (o meglio disordine o Caos) oscuro ma sempre più radicato e dominante.
Tale influsso è di poco cambiato nell'Età dei Pesci, segno dominato dai raggi I° II° e VI°.
L'influsso volitivo inferiormente incanalato potrebbe aver trovato ben pochi ostacoli di fronte alla fragile sensibilità ed emotività proprie del segno.
Tramite tanta emotività incontrollata è facile imprigionare gli uomini in correnti di pensiero squilibrate ed autodistruzione, parola chiave per il Pesci afflitto.
Vedi genocidi, guerre, inquinamento, droghe, suicidio ampiamente praticato ecc. Tutte manifestazioni di distruzione ed autodistruzione, siano di emotività caotica, siano follie ideologiche e/o comportamentali, che sono comunque sempre perfettamente inseribili nei simboli e nei contesti qui trattati.

In questi tempi, quindi, anche in collegamento all'età astrologica dei Pesci, in cui ci troviamo, l'essenza del VI° raggio (presente sia nell'Ariete che nei Pesci), ad esempio, è manifestata dagli uomini  troppo spesso in forma bassa o inferiore, cioé nelle ideologie opache, ovvero puramente e ignorantemente fideistiche, e dai fanatismi ideologici, siano essi religiosi, politici o d'altro genere.
Infatti il passaggio all'Età dell'Acquario dovrebbe coincidere con il passaggio dall'"io credo", proprio della devozione ideologica dei Pesci, all'"io so", propria del segno d'aria della prossima era. Si può dunque affermare che solo lo sperimentare ed il conoscere possono avvicinare l'individuo ad una condizione superiore, cosa che certamente non può venire da un'impostazione clericale basata sulla cieca credenza passiva e soggiogata, cioé lo stesso sistema creato da un dittatore, ovvero la misera e classica identificazione della massa nel capo, e dunque la perdita della propria individualità.
Di seguito, in relazione a quanto detto, riporto alcuni brani del saggio di Davide Melzi, La Via dello sciamanesimo boreale, Edizioni della Terra di Mezzo:

"Dal punto di vista spirituale, l'uomo reale e naturale è tale perché conosce la dimensione del divino, mentre l'uomo decaduto ha la necessità di credere in essa. Si potrebbero quasi contrapporre due forme di 'religione', intendendo tale parola non nel senso ordinario e storico di struttura di culto collettivo, rigida ed esteriore, bensì nel suo senso etimologico che fa riferimento ad un collegamento, ad un contatto tra il mondo quotidiano e la dimensione del Sacro. Si avrebbe cioè una dicotomia tra una 'religione del credere' e una 'religione del conoscere'. Quest'ultima è precisamente lo sciamanesimo. 
[...] probabilmente, dal punto di vista di un uomo reale, naturale e sacro, l'uomo moderno potrebbe essere paragonato ad un mollusco, in cui una corazza durissima di pensiero raziocinante e di individualismo copre una sostanza interiore molto labile e vulnerabile, o ad una cipolla, i cui molteplici strati sovrapposti non coprono in realtà che l'assenza di un nucleo vero e proprio. Ovviamente, le cose stanno in modo ben diverso per quanto riguarda l'uomo tradizionale.
 Pertanto, la religione del credere "non poté fare a meno di contrapporsi in modo duro ed intransigente a tutte le forme tradizionali che la preesistevano, e di cui anch'essa percepiva, perlomeno inconsciamente, la superiorità. Per questo la nuova religione non esitò a ricorrere al potere politico di cui, crollato il mondo antico, era venuta in possesso, per perseguire con la forza tutte le forme spirituali a lei esterne. Il risultato fu, se non la loro totale scomparsa, l'occultamento forzato o il rivestimento delle divinità, delle concezioni, dei riti antichi sotto forme 'ortodosse' secondo le idee dei cristiani; ad esempio la maggior parte delle chiese vennero edificate sulle rovine di templi pagani, e il Dio o la Dea a cui essi erano dedicati divennero uno dei santi o delle madonne del nuovo 'pantheon'."

Ciò seguito da massacri, genocidi ed indicibili orrori dei quali Santa Madre Chiesa si macchiò (alla faccia dell''immacolato'!) nel corso della sua 'gloriosa' storia.

Dunque l'Età dei Pesci ha sintomaticamente avuto la sua identificazione nella sofferenza e nell'autodistruzione. Ha avuto il suo inizio all'incirca con l'avvento del Cristo, i cui originali insegnamenti son probabilmente assai pochi o quasi nulli e del quale, di fatto, s'è evidenziata ed esaltata la sofferenza, come i "dottori della Chiesa" sempre si premurarono di fare applicandola su sé stessi e sugli altri (rispettivamente tramite la pratica dell'automutilazione e della tortura).
Ho poi menzionato l'autodistruzione poiché è propria del Pesci inferiore o afflitto ed è effettivamente stata (come lo è ancora) scena via via dominante di quest'ultima età astrologica. Infatti, con il messaggio biblico di assoggettazione della Natura, sempre più inculcato nella mente di esseri umani a loro volta sempre più deboli spiritualmente per l'avvento dei tempi oscuri, l'uomo iniziò effettivamente a deturpare sempre più gravemente l'armonia naturale, dimenticando l'antica e originaria sacralità che egli attruiva alla Terra.
In sintesi: distruggendo la Terra distruggiamo noi stessi, ed è questo un crimine d'incommensurabile  gravità!
Nondimeno, dunque, il potere di fuoco di Havgan crebbe sempre di più arrivando al suo culmine con la creazione delle armi da fuoco, fino a giungere al più grande abominio: la bomba atomica, l'esplosione della quale, secondo R. J. Stewart (esoterista scozzese ed interprete delle profezie di "Merlino il Mago"), provocherebbe degli squarci dimensionali creando dunque degli squilibri nell'ordine del Multiverso, ovvero l'Universo definito in relazione alle sue realtà parellele.

Verrà però il tempo dell'entrata nel Regno dello Spirito.

Secondo i teosofi, la Nuova Era inizierà a partire dal 2025, quando entrerà nella manifestazione l'attività del IV° raggio (uno dei tre legati all'Acquario), "il Signore di Armonia, Bellezza ed Arte, il quale – in collaborazione con Saturno – condurrà molti sul sentiero del "discepolo" o, per dirla in termine alchemico, dell'Operatore, ovvero alla ricerca dell'Armonia e della Libertà.

L'Acquario (raggi V°, IV° e VII°) è rappresentato da un uomo che versa le Acque della Conoscenza ed il suo approssimarsi sta rivelando sempre più chiaramente lo squallore ed il pattume raggiunto dalla condizione umana, ed illuminandone dunque la coscienza.
In pratica, come dice Douglas Becker nel suo libro "Astrologia Esoterica", sarà come disse Cristo: "Quando il segno dell'uomo verrà, illuminerà ogni cosa."
Per via di ciò si potrà procedere al Conoscere concretamente (V° raggio), giungere quindi all'Armonico e manifestarne la Bellezza sulla Terra attraverso Arti di vario genere (IV° raggio), ristabilendo così l'Ordine Antico e Rituale (VII° raggio) nonché un riavvicinamento alla Magia, la quale è "l'aroma e l'energia della vita, il suo ornamento e il suo splendore" (La Figlia del Re degli Elfi di Lord Dunsany).


Concludiamo tali considerazioni personali con un ulteriore commento ad un'ultima parte delle spiegazioni di Owen Aherne riguardo alle tesi di Gioacchino: 
"[...] insegnava in segreto che molti altri, il cui numero sarebbe andato sempre più crescendo, erano eletti con il compito [...] di rivelare la sostanza nascosta di Dio, che è colore e musica e soavità e dolce profumo; e costoro non hanno altro padre che lo Spirito Santo.
[...] questi figli dello Spirito Santo lavorano a ogni attimo della loro vita volgendo gli occhi alla sostanza splendente"
E ciò viene espresso nel terzo e ultimo libro di Gioacchino: "Lex Secreta".

Da ciò potrebbe risultare chiaro, essendo in un contesto esoterico, come nello stesso cristianesimo vi siano state delle correnti alternative ed occulte, molto probabilmente più vicine al vero insegnamento del Cristo (che furono perseguitate e represse dalla Chiesa), le quali non avevano il ridicolo concetto di 'Dio' attuale e come entità, ma bensì di un'energia cosmica universale, impersonale: il Verbo... OIW.

Mi viene da pensare a come quanto detto si possa riconnettere alle ricerche teosofiche e all'Antico Pensiero, oltre che all'Alchimia la quale prescrive di praticare l'Arte di trasmutazione interiore costantemente, focalizzando la propria attenzione e consapevolezza al Fuoco filosofale interiore, il quale deve lavorare e trasmutare.

Dunque, per l'Operatore, varrà tale Ricerca:


"Dall'irreale conducimi al Reale,
  Dall'oscurità conducimi alla Luce,
  Dalla morte conducimi all'Immortalità"

mercoledì 16 febbraio 2011

Sintetica introduzione ai Sette Raggi



L'esoterica dottrina dei teosofi studia la dinamica e l'influsso nel mondo dei cosiddetti Sette Raggi, cosa alla quale diamo ora una breve e sintetica attenzione per arricchire e rendere più comprensibile la tesi trattata nella seconda parte di "Rosa Alchemica e il Ritorno degli Immortali", di prossima pubblicazione.

In tale tipo di philo-sophia, si contempla questa tesi: vi è una sola Vita, l'Uno, una Suprema Sorgente "che si esprime primariamente tramite sette qualità o aspetti basilari, e secondariamente tramite miriadi di forme diverse". (Alice Bailey)
Queste "sette qualità" sarebbero le "sette Vite" o i Sette Raggi, "che infondono la loro Vita alle forme, e danno al mondo della forma significato, leggi ed impulso ad evolvere".
Tali energie influenzerebbero costantemente il 'Creato' e l'umanità, con i suoi cambiamenti storici di civiltà, razze e nazioni, pur non annullando il libero arbitrio individuale nella misura che ci viene concessa (ossia che ci concediamo...).

I Raggi (con gli appellativi teosofici scritti nel colore corrispondente al raggio trattato) sono i seguenti:
  1. L'Energia della Volontà, del Proposito e del Potere. Detto anche raggio Distruttore, per via della sua grande intensità dinamica. Distrugge le vecchie forme creando il nuovo. E' quindi al contempo creatore. A livello umano presiede all'Iniziazione. Nel nostro sistema solare si esprimerebbe tramite il Sole.
  2. L'Energia dell'Amore-Saggezza. Governa l'Amore e la Legge dell'Attrazione. E' il più potente dei sette e instilla le qualità dell'Amore in tutte le forme, unita alla sua manifestazione più materiale, la facoltà del desiderare. Corpo di manifestazione è Giove.
  3. L'Energia dell'Intelligenza Attiva. Il suo influsso sarebbe intimamente connesso alla nostra materia e coopera con il secondo raggio. All'inizio della creazione, questo raggio sarebbe l'impulso motivante, "la volontà del proposito".Corpo di manifestazione è Saturno, "e tramite la materia (che [...] ostruisce e ostacola) fornisce all'umanità un vasto campo d'esperimento e di esperienza".(Alice Bailey)
  4. L'Energia di Armonia, Arte e Bellezza. Funzione principale di tale raggio è quella di creare e favorire la Bellezza (con libera e reciproca relazione tra vita e forma), figlia di Armonia. Corpo di manifestazione sarebbe Mercurio. "Ti domanderanno in che consiste la lotta per la perfezione.Rispondi: nell'Amore, nel Bello, nell'Azione.Bastano questi tre sentieri."  (collana dell'Agni Yoga, Foglie del Giardino di Morya, - Appello, § 318)
  5. L'Energia di Conoscenza Concreta e Scienza. "In sostanza, è la volontà che concretizza e nello stesso tempo stabilisce il punto dove spirito e materia si equilibrano per co-eguaglianza. [...]. E' la volontà inerente alla sostanza, e muove tutti gli atomi che compongono le forme. [...].L'energia di questo raggio è intelligenza; è il seme della coscienza, ma non quale intesa usualmente; è la vita inerente della materia e la volontà di operare con intelligenza."(Alice Bailey, Trattato dei Sette Raggi, vol. III – Astrologia esoterica, pag. 525) In pratica incarnerebbe il principo della conoscenza dell'essere umano. Corpo di manifestazione sarebbe Venere.
  6. L'Energia dalla Devozione e dell'Idealismo. Il pensiero è energia, l'idea è quindi causa di manifestazione fisica, dato che tale energia dà abito e corpo alla materia informe. "Qualità di questo signore sono la focalizzazione militante, la devozione indirizzata unicamente all'intento dell'impulso vitale". (Alice Bailey) Questa energia dominerebbe il rapporto tra il desiderio e la volontà; l'abbandono completo, il pieno dedicarsi e l'intensa focalizzazione al raggiungimento del fine, supportato quindi da un essenziale e dominante intento. Ciò, nella sua manifestazione equilibrata, ben s'addice all'amore della Verità che dovrebbe sempre sussistere. Suo corpo di manifestazione è Nettuno.
  7. L'Energia dell'Ordine Cerimoniale o della Magia. Presiede all'organizzazione dell'esistenza manifestando ritmo e ordine, contenendo "il sopra e il sotto", producendo così armonia e bellezza, grazie a rapporti interi, giusti e perfetti. Dunque l'Ordine Armonico che consente l'espansione dell'Equilibrio e quindi dell'Ascesa. "[...] l'anima controlla il suo strumento, la personalità, mediante il rito, ossia l'imposizione di un ritmo regolare, poiché il ritmo è ciò che realmente designa un rituale. [...]. Ogni regno della natura è soggetto all'esperienza del rituale ed ai cerimoniali dell'espressione periodica". (Alice Bailey, Trattato dei Sette Raggi, vol. I – Psicologia esoterica, pagg. 388-389). Corpo di manifestazione è Urano.
    Come da titolo, questa e' una sintetica esposizione del concetto si queste sette Vite o Qualita' che avrebbero riscontro nei sette colori dell'Arcobaleno (che tra la popolazione indigena sud-americana dei Cañari, ad esempio, rappresenta la Suprema Sorgente), nei sette pianeti del sistema solare e nei sette chakras.. oltre che ad altro, tutto manifestazione e parte della Cosa Una.

L'argomento, comunque, e' vasto e interessante e nel mercato sono reperibili i libri di A. Bailey e Douglas Baker, per chi volesse approfondire.

Scritto quanto volevo comunicare, possiamo volgere ora la nostra attenzione alla seconda parte dell'articolo precedente servendoci anche del concetto teosofico sopra esposto.



Nota: sinceramente sono piu' attratto dalla semplicita' che dalle cose arzigogolate, ma, come si sa, le parole dovrebbero essere bene usate al fine di evitare fraintendimenti ed errori di comprensione, per quanto possibile. 
Spero di non aver appesantito troppo il/la lettore/lettrice, ma ho voluto essere il piu' possibile esauriente tramite poche parole.
Ad ogni modo non mi stanchero' mai di affermare che l'esperienza e' l'essenziale, cio' che conta...