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martedì 19 giugno 2012

Tu cosa vedi?




“Tu cosa vedi?...
... Sono pochi coloro che, nonostante tutto, sanno ancora amare, sognare e vivere in maniera vera, libera e autentica...
Pochi dunque quelli che ricevono l’affetto e l’Amore che dovrebbe riempire il loro essere...
Io sono tra coloro che vivono soffocando nella mancanza di Amore nobile, tra coloro che vorrebbero che questa forza fosse presente in noi e intorno a noi come aria, risuonando con la soavità di una campana eolica...
Però dimmi grazioso fiore... Tu cosa vedi? Credi che avrò mai la fortuna di trovare Gioia, Pace, Armonia... Amore?”

L’espressione del suo volto era una mezza via tra quella di una supplica disperata e quella di una spenta rassegnazione, di chi non ha più nulla da sperare...
Ma il viso della persona incantevole che aveva di fronte si illuminò in un sorriso che sciolse ogni gelo dell’animo e dissolse ogni pensiero...
Il ragazzo rimase sbalordito dalla radiosità proveniente da quel viso, da quel sorriso... dalla radiosità che stava invadendo il suo essere...
Fu in quegli interminabili istanti che, da un momento all’altro, si ritrovò improvvisamente a sorridere in lacrime.

Al riconoscimento dell’avvenimento qualcosa scattò in lui... qualcosa che catapultò il suo spirito tra i variopinti bagliori della meraviglia estatica...

Direzionò lo sguardò strabiliato e il suo luminoso sorriso alla persona di fronte a lui; volle dire qualcosa, forse ringraziare...  ma colui, o colei, che gli stava davanti, permanendo nel suo divino sorriso, disse solo: 

“Questo è quello che vedo”

martedì 15 maggio 2012

Il canto del vento


     Il canto del vento si faceva intenso... accarezzava la sua pelle bianco-neve e scuoteva i capelli neri... i mulinelli dei Folletti tutt'intorno sollevavano il primo fogliame autunnale, e nella luce del sole pomeridiano i piccoli gorghi colorati si accendevano come aeree torce fatate, tra vermigli, arancioni, gialli e bordeaux...
E quando tra l'erba smeraldina e le fronde fruscianti, tra le nebbie a nord e le nubi veloci echeggiarono nell'aria  risate argentine, egli si unì a quelle risa selvagge e gioiose...
Levò in alto le braccia e il suo corpo si trasformò... Le sue vesti a terra lasciarono il posto a una specie di fumana, quasi un fluido vorticante che prese a condensarsi in un qualcosa di ben più minuto...
Piume nere con alcuni riflessi blu e verdi, occhi scaltri; il Corvo Imperiale cantò in maniera particolarmente poderosa per un comune individuo di quella specie...
Spiccò il volo e nel cielo terso d'Irlanda, sopra immensi prati, laghi e boschi nuotò nel blu e tra le nubi veloci fino a quando si posò nel ramo di un nocciolo accanto ad un vecchio cottage...


... “Sai ragazzo, essenzialmente, non si tratta di graziose creaturine vittoriane, ne di chissà quali proiezioni mentali, di preconcetti o stati animici e immaginazioni, o spiritelli impulsivi senza intelligenza, angeli caduti, Dèi rimpiccioliti, morti non battezzati e fesserie varie...”, disse l’anziano uomo al suo ospite, nel vecchio cottage irlandese in cui si trovavano, mentre questi sfogliava un libro sul folklore irlandese e britannico; e riprese:

“Si tratta di Gente Nobile, Aristocrazia, Bellezza spesso fatale, grazia, potere, fascino, grande conoscenza, poesia... Eredi degli Dèi.
E’ un Popolo Magico e la Magia è un meraviglioso mistero e aroma vitale che né voglio né posso descrivere in parole. Per questo ti posso solo dire che essi sono una razza intermedia tra noi e gli Dèi, ovvero che hanno una realtà sia fisica che non fisica, ma hanno una loro forma, un corpo, un’identità certo ben più chiara della nostra... Bah! Vedi?! Rimango dell’opinione che è meglio non parlare troppo di queste cose!  
In quest’isola, da qualche parte, c’è ancora traccia di un Mondo Incantato che persiste... Ma è un mondo tra i mondi.. ce ne sono altri di differente consistenza e caratteristica... alcuni molto “rarefatti”... Attento quindi ai tuoi pellegrinaggi.”

S’accinsero dunque ad incamminarsi verso la cittadina quando, dopo una mezz’ora, scorsero un gruppo di persone vocianti. 
L’anziano commentò:

“Quelle persone vanno al circolo di pietre con la testa piena di preconcetti, una gran presunzione e la sola base di libri, tanti o pochi che siano, giusti o errati...
Oh, se sapessero da dove giunse la Conoscenza dei Druidi... Se avessero visto anche solo alcuni attimi certe radiosità non starebbero certo là con i loro mantelli, trucchi, piercing e tatuaggi, chiamandosi con nomi mitici e leggendari gonfiandosi nei loro personalismi...”

L’espressione severa dell’anziano uomo si posò sul ragazzo, e in alcuni attimi si fece strada un sorriso e poi una risata che fece vibrare di una strana luce i limpidi occhi verdi:

“Ha ha ha! Che trovino pace e chiarezza anche loro e che stiano bene!  Andiamo ragazzo, oggi c’è un mercatino che non ti puoi perdere!”



       Nella quiete ventosa e soleggiata di quella domenica mattina d'autunno, il ragazzo, camminando accanto all’anziano, vide con la coda dell’occhio un luccichio agitarsi tra le pieghe dei vestiti colorati dell’uomo. Con estrema discrezione tentò di dirigere lo sguardo in quel punto. Nel momento che il pendente guizzò fuori nuovamente, il ragazzo notò che trattava di un Triskele, ma non appena lo stupore e l’emozione gli si stavano affacciando nel viso fu trapassato da un’altra, sgomenta sensazione: era un'illusione o per uno o due secondi il volto dell’uomo era improvvisamente diventato giovane? Un volto fiero, con un che di femmineo ed una chiara emanazione di grande forza.
Tuttavia fu un momento, lo strano anziano ancora era quello di sempre...

mercoledì 2 maggio 2012

La Bianca Tempesta degli Dèi

 

Visione avuta grazie alla pratica Sciamanica:

L'Europa è molto vicina al riappropriarsi del suo vecchio timone... Il Gran Risorgimento è stato concepito nel XIX secolo ed è stato partorito nel corso degli ultimi 20 anni... ora sta crescendo, come un robusto Guerriero, il Guerriero dell'Acquario, con la Fenice nel petto.
Accompagnato dal canto della Pietra del Destino, nutrito dal Calderone dell'Abbondanza e maneggiando la Spada della Luce, questo "Guerriero", dopo esser maturato, si scaglierà, con il sorriso degli Dèi, sul pattume del mondo, e sarà un'esplosione cosmica...

Nello sbaragliamento generale dilagherà l'"incredibile" e l'"assurdo".
Il Signore del Fuoco Oscuro ruggirà contro gli Dèi e si smembrerà in un miasma micidiale per affettare la Terra in ogni anfratto e a livello più che mai capillare per dominare ogni cosa; "essere" in ogni cosa e mantenere il controllo assoluto.
Ma il Sorgere della Nuova Alba e il ritorno degli Splendenti saranno innarrestabili.
E tra le lacrime disperate di coloro che persero la Fiducia e di coloro che sempre l'ebbero, la Bianca Tempesta degli Dèi si abbatterrà, con un immenso turbinare di venti opalescenti, sul miasma nefasto.. disintegrandolo tra le grida e gli striduli dei signori del Sudario del Nulla, i quali, nei loro ultimi istanti, si dissolveranno, accecati dalla Luce multicolore, accennando però... un sorriso...
Il conflitto avrà dunque termine quando sulla Terra, come un immenso fulmine, la Lancia della Vittoria verrà scagliata.
Tutto sarà attraversato dall'elettrica energia di tale saetta a cui nulla può resistere e nel Silenzio sarà tutto immobile, paralizzato, sospeso...
Allora, come un'alito divino, giungerà una nuova e davvero rinnovata coscienza, il Nuovo Inizio si respirerà nell'aria..

 Molti faranno un profondo sospiro e diranno: "Ahh... Finalmente... ci siamo!"

mercoledì 16 novembre 2011

La Fenice dell'Acquario e l'Isola del Destino



In quest'epoca di cambiamento e tumulti varie persone e correnti di pensiero discorrono sull'approssimarsi dell'Età dell'Acquario, che dovrebbe comportare forte cambiamento nel piano sottile, il quale si ripercuoterebbe anche nella qualità dell'esistenza terrestre, migliorandola e permettendo di creare nel pianeta un'esistenza via via più armonica.

Nel nostro pianeta i luoghi più “tranquilli” e magici, carichi di energie naturali, ospitano delle energie che molto probabilmente li renderanno degli “eletti”, nel ruolo di veri e propri centri spirituali che avranno il compito di irradiare nei luoghi attorno a loro la luce del Nuovo Paradigma.

Nel caso dell'Europa la terra che svolgerà tale funzione potrebbe essere l'Isola del Destino: l'Irlanda.

Questa terra, i cui antichi nomi gaelici sono Ériu, Bamba e Fotla (corrispondenti a tre regine, o emanazioni di Dana, Dea Madre) è sempre stata considerata un luogo intriso di magia e spiritualità. La sue tradizioni sono ricche di mitologia e leggende piene di divinità, spiriti ed esseri fatati che il Cristianesimo non è riuscito ad estirpare ma solo, in certi casi, ad “assorbere” e reinterpretare.

Nonostante i tumulti umani (politici e religiosi) che ha l’Isola ha vissuto in particolare dopo la conversione al Cristianesimo attuata da San Patrizio - compreso il disboscamento (era chiamata anche “Isola dei Boschi” per esser stata una grande foresta tre volte nella storia conosciuta) - non ha mai cessato di essere un luogo enormemente affascinante che ha sempre prodotto leggende ed ispirato poeti, mistici, sensitivi, esoterici e cantori.
Nondimeno le testimonianze, anche recenti, sull'esistenza del “Piccolo Popolo” e sull'“Aristocrazia” elfica, accostate con la ancora continuata prassi di offrire un piattino di latte alla “Buona Gente”, continuano a rendere il luogo meravigliosamente misterioso e bizzarro.

Bisogna però precisare che tali cose accadono nei luoghi più naturali, sperduti e tranquilli dell'Isola, ed ovviamente ad un certo tipo di persone, con una certa sensibilità, le quali, per continuare ad esistere anche in futuro, dovranno essere aiutate dall'avvento di una Nuova Era che le preservi e le favorisca.
In caso contrario il genere umano potrebbe forse decadere tanto da arrivare persino a non sospettare più nemmeno l'esistenza di certe realtà, fagocitato dal Nulla imperante come già a moltissimi è accaduto e continua ad accadere.
Ma potrebbe invece essere che proprio nei prossimi tempi le cose che sono ora verranno scosse sempre più a fondo e trasformate secondo un nuovo schema. E ciò è oggetto di questo scritto legato all'arrivo della Nuova Era nel contesto europeo.

***

Nel periodo del “Rinascimento Gaelico”, avvenuto nel XIX°, XX° secolo, Annie Besant, presidentessa della Società Teosofica di Adyar, in India, profetizzò che l'Irlanda tornerà ad essere l'“Isola dei Santi”, ovvero un potente centro spirituale, perché «ciò che l'India è per l'Asia, l'Irlanda è per l'Europa» (curiosamente le due bandiere hanno gli stessi, identici tre colori...).

In connessione a quanto detto, ci spostiamo ora in Britannia, e più precisamente nel luogo che è (o che fu) sede terrena della magica e leggendaria Isola di Avalon: Glastonbury.

In tale luogo, già accennato in scritti precedenti, particolare rilevanza ha il Tor, il monticello sacro che in epoche andate fu frequentato come un grande tempio naturale, luogo di iniziazione e portale d'accesso ad altre realtà.



Nel Tor si erge l'ultimo resto di un vecchissima costruzione cristiana: la torre di san Michele, nella quale c'è una raffigurazione in cui si vede un angelo che pesa un'anima sulla bilancia del giudizio. Ma in corrispondenza della bilancia, dall'altro lato, c'è una raffigurazione di Santa Brigida che munge la sua mucca, simbolo assai materno. Infatti Brigida non è altro che un ennesimo tentativo Cristiano di sovrapposizione, in quanto Brigit è in realtà un'antica Dea celtica irlandese, emanazione della Grande Dea.
Ciò, dunque, suggerisce il legame di Glastonbury, Avalon, con l'Irlanda...
Infatti, Glastonbury viene chiamata anche “piccola Irlanda” per via della particolare affluenza di irlandesi sul luogo, dovuta appunto alla presenza di Brigida/Brigit.

Ma perché stiamo parlando di Glastonbury?
Perché tale luogo potrebbe racchiudere una profezia geomantica.
Bene, continuiamo dunque procedendo con calma.

Riguardo ad una fonte relativamente recente, riporto una citazione dal libro “Avalon – I Sacri Misteri di Artù e Glastonbury”, di Nicholas R. Mann: «Negli anni '30, una nota psicometrista, Olive Pixley, e lo scrittore John Foster Forbes visitarono il Tor. La signora Pixley descrisse un rituale di un passato remoto in cui vedeva una schiera di persone che si raccoglievano prima dell'alba per salire sul Tor. Era una celebrazione: si udivano tamburi, canti e nenie mescolati ai pianti dei bambini e ai latrati dei cani. Sulla cresta del Tor si trovava un cerchio di pietra. Mentre la gente saliva sulle terrazze, i loro suoni e movimenti creavano una traccia di “energia eterica” a forma di serpente, che andava illuminandosi man mano si avvicinava alla cima. Al levarsi del sole, la spirale-serpente di energia si fuse con la luce del sole grazie alla catalizzazione del cerchio di pietra. L'energia risultante si incanalò in un raggio diretto all'esterno, che attraversò gli “allineamenti” presenti nel territorio, a beneficio dei regni delle piante e delle farfalle. La chiave del rituale, pensò la signora Pixley, era la vibrazione di suono e luce. Gli antichi, usando tradizioni risalenti ad Atlantide, convogliavano questa energia in luoghi adatti, come il Tor, per rafforzare la vita.
      Nel 1945 John Foster Forbes visitò nuovamente il Tor in compagnia di un'altra psicometrista, Iris Campbell, la quale ebbe la visione di una danza rituale che si muoveva “come il sole” su e giù dal “sentiero a spirale” del Tor. Il vortice di energia così prodotto creava una volta eterica di una “sostanza vitrea”, attraverso la quale le forze rigenerative potevano essere inviate, in questo caso, a tutti i fiori e gli uccelli viventi.
[…] Si dice che lassù i monaci tibetani levitino e i sensitivi sono all'opera per scoprire le chiavi tonali che entrano in risonanza con il Tor e consentono di accedere alle città cristalline sottostanti!»

Sul luogo son state fatte varie affermazioni, come il fatto che sia una collina fatata; un luogo di guarigione, «un luogo dove compiere i riti del trapasso, un centro di potere globale, il centro di una linea di forza, un portale galattico, il chakra centrale del pianeta...»; «Lo stesso paesaggio aiutava a foggiare la natura della conoscenza» (1).
Vorrei infatti precisare che secondo i Celti spiritualità e paesaggio erano una cosa sola, non si potevano separare: il paesaggio, con la sua conformazione e le sue caratteristiche è la manifestazione della spiritualità e delle energie del luogo.
Possiamo dunque utilizzare quanto appena detto come premessa e chiave per trattare quanto segue.

Nel sedicesimo secolo John Dee, astrologo e matematico a servizio di Elisabetta I, oltre all'aver affermato di aver trovato le “polveri alchemiche” rosse e bianche (colori eternamente presenti nella Tradizione Avaloniana) di San Dustan, il quale scrisse un trattato alchemico intitolato The Philosopher's Stone, si espresse anche con frasi che furono sempre difficili da comprendere, o da riscontrare, fino alla scoperta dello zodiaco di Glastonbury.



Si tratta di una scoperta che conferma ciò di cui parlava Dee nei suoi appunti, ovvero del “segreto di Merlino”. Una parte dello scritto dice: «Le stelle che coincidono con i loro riflessi sulla terra galleggiano nel medesimo sentiero celeste del sole, della luna e dei pianeti [...]» (2), parole che per secoli rimasero enigmatiche.
Nel 1929 Kathryn Maltwood, un’artista, pubblicò la sua opera  A Guide to Glastonbury ‘s Temple of Stars.
Ella studiava le leggende arturiane e un giorno fu colta da un’improvvisa ispirazione: perché non interpretare letteralmente i viaggi dei cavalieri?
Supponendo che davvero Cadbury si trattasse della leggendaria Camelot, la donna ripercorse alla lettera i percorsi narrati nelle leggende. Sempre dal libro di R. Mann: «Se una leggenda descriveva un viaggio di un giorno a cavallo verso Ovest, quello sarebbe stato il suo viaggio» (3).

Così facendo, assieme a ottime cartine dell’Ordnance Survey e all’aiuto di diapositive aereopanoramiche, poté svelare un’incredibile schema presente sulla terra, fatto di figure straordinarie, nel vero senso del termine.
Tale schema fu descritto come una replica dei segni zodiacali del cielo.



Infatti lo zodiaco terrestre è il prodotto della combinazione di elementi naturali e artificiali (anche dell’epoca neolitica) del luogo: fiumi, colline, ruscelli, perimetri combinati a recinti, strade, cumuli, argini ecc.

Vari “Templi delle Stelle” sono stati individuati in Britannia in seguito  a quello di Glastonbury... Ma concentriamoci su questo in particolare per seguire con il tema trattato e per rendere il mio schema riflessivo più chiaro.

I segni presenti a Glastonbury non sono tutti fedeli alla rappresentazione classica. Infatti la Bilancia diventa una colomba  - comunque simbolo presente in uno dei vari associati al segno, considerandola con un significato di pace e aereo come il segno stesso - , il Cancro diventa una nave – che si potrebbe interpretare come un’evoluzione del segno, da afflitto a evoluto (per utilizzare i termini dell’astrologia esoterica), da chiuso in sé stesso a poderoso solcatore dei mari -, il Capricorno, il segno più complesso dello zodiaco, diventa un unicorno .
Da notare che in Astrologia Esoterica è presente la stessa trasformazione: una volta che il nativo in Capricorno è vicino alla realizzazione spirituale simbolicamente si trasforma in Unicorno. Sarebbe l’Iniziato trionfante il quale maneggia i poteri del terzo Occhio che si concentrerebbero a spirale nel centro tra le sopracciglia, almeno secondo le parole di Douglas Baker.
Ma, e qui torniamo completamente in tema, è  l’Acquario il segno che mi colpisce più che ogni altro in questo caso... Infatti l’Acquario è formato dalle colline e dai confini naturali dell’Isola di Avalon stessa e questa volta è rappresentato dal segno della Fenice, la “Fenice dell’Acquario”, come la chiamò la Maltwood.
In ciò vedo molte connessioni. La Fenice, che rinasce dalle sue stesse ceneri, è un simbolo potente di Rinnovamento, su tutti i piani. Accostata con l’Acquario trova infatti una simbiosi di significato. E’ ben chiaro infatti come l’Acquario, anche secondo l’Astrologia Esoterica, sia connesso, almeno di questi tempi, con l’arrivo di un nuovo ciclo, di un nuovo paradigma, dunque con un rinnovamento; con l’entrata in scena di nuove energie, di una nuova coscienza, di nuovi Raggi, per dirla in termini ‘teosofici’.  Un’energia di Arte, Bellezza, Creatività, di Ordine Cerimoniale e Rituale rinnovato. L’uomo che versa le Acque della Conoscenza che devono lavare via, poco alla volta almeno, la sporcizia e l’Oblio dovuti alle acque di Lete (veicolate in questo tempo dai Pesci), i cui effetti affossano costantemente l’essere umano impedendogli di progredire.

Tenendo in conto ciò osserviamo come dal becco della Fenice, la cui testa è rappresentata dal Tor, sgorghi la Chalice Well, o Sorgente del Calice, la fonte rossa, di connotazione assai femminile, mentre all’interno della fenice, nell’ala destra, vi è la White Spring, di connotazione maschile. Considerando che la Tradizione Avaloniana è assai legata alla Grande Madre noto come la figura riproponga il concetto della Dea ginandrica. La Dea che racchiude in sé entrambe le polarità vitali, in quanto divinità suprema, ma che si manifesta nell’energia di Vita e Creazione la quale non può che essere chiaramente di origine femminile, la cui energia è rappresentata appunto anche dall’acqua.



Arrivati a questo punto si capisce che «la chiave delle tradizioni di Avalon è contenuta nel paesaggio» (4). Infatti, altro elemento da considerare prima di iniziare a connettere il tutto è che «gli schemi geomantici della topografia circostante» formano una «stella a sette punte generata dal diamante delle quattro colline dall’aspetto particolare e caratteristico, il Tor, il Mump, il castello di Cadbury e Hamdon Hill» (5). «A nessun’altra longitudine» sarebbero presenti elementi geomantici, lunari e solari combinati e intersecati “per creare angoli che formano un eptagramma» (6)!
In ambito matematico, geometrico, spirituale ed esoterico, il 7, spesso utilizzato per rappresentare il mistero dell’eternità, è un numero irrazionale ed unico , “Vergine”.
Sette sono le note musicali, la misura di riferimento settimanale, i colori, il tradizionale numero dei pianeti, il numero della Dea Minerva e gli Elhoim...
«Nella simbologia pitagorica, l’eptade rappresenta la piena natura dell’umanità. In essa il triplice corpo spirituale è in combinazione con il quadruplice corpo materiale» (7).


Detto ciò, cucio ora tra loro gli elementi presentati nell’ottica che mi ha portato a scrivere quanto esposto.

Mi pare curioso dunque come l’Isola di Avalon, con i suoi elementi e messaggi geomantici, spirituali ed esoterici intrecciati tra loro puntino verso una direzione specifica... E’ innegabile che la Britannia sia un grande centro magico di potere... ricordo come mi sentivo tra le rovine dei castelli e in quel verde paesaggio, anni fa.
Però forse c’è un motivo se la testa della “Fenice dell’Acquario”, dal cui becco sgorga la Sorgente del Calice (il Calice trae origine dal Calderone - vedi il Calderone della Rinascita di Dagda), come fosse la promessa di un eterno ritorno, guarda ad ovest verso l’Isola del Destino, l’Isola di Smeraldo, Eriu (nome della Dea), il cui Centro Sacrale di quest’Isola Verde fu Tara, nome connesso alla Dea tibetana Tara Verde, altra connessione con il Sacro Femminino. C’è un motivo se l’Acquario presente nella “piccola Irlanda” guarda verso “la grande Irlanda”, quella vera, se questo microcosmo guarda al suo macrocosmo, trascinandosi dietro una enorme varietà ed ampiezza di elementi spirituali e simbolici e connessioni che giungono a ben altre longitudini del pianeta.

Parlo di luoghi che dispongono della più alta concentrazione di rovine megalitiche più alta del pianeta e del cerchio di pietre più grande.

Parlo infine di tutto ciò confidando in un cambio futuro e nella speranza di aver trovato una piccola verità. La speranza nell’arrivo di un segno di Aria, un segno Celeste, di un’era dunque più sottile, un’era fortunatamente in arrivo, un’era nella quale, si spera, tutto ciò che non conta dovrà essere lasciato per puntare invece alla preparazione del mondo in vista dell’arrivo del "Ponte Arcobaleno"...




“Vi doniamo l’Irlanda, ma poiché le nostre mani l’hanno formata non vogliamo abbandonare completamente il paese. Saremo la bianca foschia che avvolge le montagne; saremo la pace che spira sui laghi; saremo il grido di gioia dei fiumi; saremo la saggezza segreta dei boschi. [...] Molto tempo dopo che i vostri discendenti ci avranno dimenticato, udiranno la nostra musica sulle alture soleggiate e vedranno i nostri grandi cavalli bianchi sollevare le loro teste dai laghi di montagna e scuotere la rugiada notturna dalle loro criniere; alla fine sapranno che tutta la bellezza del mondo ritorna a noi, e che le loro battaglie non
sono che un’eco delle nostre.” Tuatha De Danann
“Gli Irlandesi sollevarono i loro visi […] Videro la luce del sole sull’erba simile a fuoco di smeraldo; videro l’azzurro del cielo e la solenne oscurità degli alberi di pino; udirono l’infinito suono dei rami scossi dal vento e delle acque che scorrono, e dietro ogni cosa echeggiava il sacro riso di Brigit.”  - Le meravigliose leggende celtiche, Ella Young
(1); (2); (3); (4); (5); (6); (7): “Avalon – I Sacri Misteri di Artù e Glastonbury”, di Nicholas R. Mann
 Ho trovato un sostegno anche nel testo "Il Vischio e la Quercia" di Riccardo Taraglio

lunedì 12 settembre 2011

L'Invito

Seduto a gambe incrociate sul margine della costa, alta centinaia di metri, Ferdiad, con i capelli agitati dal soffiare senza sosta del vento sotto un cielo incendiato, lo fissò con i grandi occhi azzurro-verdi in modo così penetrante ed intenso da risultare quasi inquietante... E quand'egli ebbe aperto bocca, il tempo si dilatò:

"Ti invito a lasciarti rapire dal fascino sottile che forse si è insinuato in te... Il fascino proveniente da questa terra che sussurra ancora i nomi delle stirpi incantate che sempre hanno nutrito le leggende ed il mistero che tuttavia pervadono certi luoghi e certe parti di noi, nonostante la vuotezza e la superficialità che attanagliano e che fanno sprecare un sacco di tempo in cose che non hanno alcun senso e che, se veramente stiamo a sentire, non colmano nulla ma danno solo provvisorie sensazioni mondane di sensatezza e importanza, seguite poi da un vuoto che nemmeno si vuole contemplare, cercando invece una nuova distrazione, una nuova allucinazione, ripetendolo, ripetendolo e ripetendolo..."

Non vedeva altro che il colore zaffiro e smeraldo dello sguardo che lo stava stregando, come in una qualche sorta d'Iniziazione... E la luce di quegli occhi iniziò a condurre il suo interiore di fronte ad uno scenario abberrante... Ed egli, forse per visioni, forse per sentire, inorridí nella drammatica presa di coscienza  che conseguì e del paradigma che in qualche modo aveva di fronte a sè: una realtà senza veli, cruda, terribilmente arida, moribonda...
Ma non si puo rendere vera comprensione di ciò che non si vive...
Quindi, dopo un tempo indefinibile, Ferdiad riprese a parlare, comunicando contemporaneamente anche a livelli sottili.
Il suo sguardo si fece più dolce e il colore degli occhi assunse tonalità più brillanti e vivaci, trasmettendo un senso di coraggio e sicurezza.

"Forse una voce dentro di te potrebbe finalmente chiedersi: ma allora è in quel tramonto il senso? O nel gioco contrastato di luci nel temporale e nell'odore della terra bagnata? O nel vento d'autunno sotto fronde cremisi e dorate? O forse nell'incantata immobilità del bosco candido in inverno e nelle dolci, inebrianti distese profumate e multicolori della primavera?
E allora dico: perche' non mettersi dunque a cercare? Il viaggio potrebbe essere più lungo, ricco ed intenso di quanto non si sia pensato in precedenza"

Silenzio.
L'anima persa tra le nubi, l'oceano e le colline verdi.

E vento.
Goccioline di pioggia.
Arcobaleno crepuscolare.
Un sorriso sincero.
Erba frusciante.
Il sussurro di un nome...

domenica 26 giugno 2011

... Dalla Terra dei Sempre Giovani

 

Sara' dalle terre dei Sempre Giovani che s'irradiera' la Nuova Luce in Europa, il Nuovo Paradigma. 
L'Irlanda sara' il centro spirituale forse piu' grande e la Britannia sara' sua intima collega.
La Bretagna s'avviera' ad essere di nuovo "terra di fate e incantatori" e dal Monte Bianco torneranno i bagliori dorati ad illuminare le genti, il Monviso, il Re di Pietra, rispondera' come signore delle Alpi Cozie e i suoi emissari si riveleranno piu' numerosi di quanto non si sia pensato. 
Le Dolomiti inizieranno ad essere piu' strane ed inquietanti, i Fanes inizieranno a risorgere... 

Avalon e le Altre Regioni inizieranno e rifulgere poco alla volta anche nel nostro mondo riportando nuova gloria alla Terra Madre. 

giovedì 14 aprile 2011

Ciliegi in fiore

"Immobile, sotto i ciliegi in fiore, con occhi di cristallo rapiti dalla volta d'eterei petali chiari,
stava un fanciullo pallido.
Il suo viso si mescolava a quello dei fiori tanto grande ed intensa era la sua perfezione e apparente delicatezza.
Le sue vesti d'ametista e neve erano a tratti accarezzate dalle lunghe, profumate onde della fluente chioma nera.

Immerso nel candore d'un eterno momento, il fanciullo rivolgeva il suo sguardo al di là degli alberi amici...

“Quando mai potrò passeggiare al di fuori di questo giardino, ultimo luogo di riparo, che solo io conosco e posso vedere? Quando mai potrò fluire all'esterno rendendo il mio umano esistere come tal sogno?
Nessun umano mi conosce. Nessun umano sa chi sono.
L'umano stesso che incarno si affatica a ricordare...”

Il bianco prato di petali fu smosso, e immerso in una quiete beata e un poco amara quest'essere dimentico del suo nome prese a passeggiare molto lentamente...

“Fragile e dissipabile è il sogno.
Ma il Nobile Fuoco sa difendere il suo Nucleo.
Mondo tetro e rovina persistono, e ancor manifestarmi non posso.
O è forse il timore? L'insicurezza dell'oblio?
Cosa sono stato? Un umano immerso nel conturbante fascino di un'isola di smeraldo e forse nelle meravigliose bellezze del cosiddetto estremo oriente?
Da dove proviene l'eco debole che alimenta il sogno?
... Forse, il più profondo ricordo, il mio più intimo, tenue sentore non ha origine da un passato solamente umano.
Tuttavia, son angosce d'un momento...
La Fiaccola rimanga ardente, la piccola Luce si mantenga incorruttibile...”

Si fermò di davanti al torrente Variopinto e dopo aver contemplato l'armonia del corso multicolore si sfilò le vesti di dosso, che ricaddero al suolo producendo una fugace zuffa di petali.
Di fronte al torrente egli era perfetto e statuario.
Dopo una breve esitazione il ragazzo scese nelle acque incantate, che gli avvolsero il corpo facendogli emettere un lieve sospiro.

Le ansie e timori accumulati venivano smossi dolorosamente dal corso delle acque scintillanti.
La tenebra si manifestò prontamente e il luogo diventò improvvisamente più tetro... sempre di più.
L'oscurità scese a renderlo completamente cieco.
V'era il buio.
Sentiva solo l'acqua che accarezzava il suo corpo.
Dello splendore precedente non riusciva a scorgere traccia.
Oscurità...

Bene. La prova aveva avuto inizio e vi era solo una cosa che sentiva di dover fare, un’unica, possibile cosa che gli pareva provenire, quasi suggerita, da quell'ostinato Fuoco che ardeva al suo interno: aprirsi a sentire.
E ciò che sentì fu lo scorrere dell'acqua, non v'era altro di cui avesse coscienza, ora.
Era l'acqua e basta.
Quindi all'acqua volle affidarsi, dall'acqua volle apprendere...
E cosa faceva l'acqua? Fluiva...

Gli oscuri umori continuavano ad aggredirlo e lui volle provare a riprodurre il semplice insegnamento dell’acqua: si lasciò fluire tutto attraverso...
Non combatté gli stati d'animo, li contemplò.
Così facendo, questi scivolarono attraverso di lui come potrebbe scivolare della sabbia su d'una sfera di cristallo.
Fu quindi testimone incorruttibile del suo buio e questo scivolò in lui e fuori di lui senza incontrare forze che lo potessero alimentare ulteriormente.

Ciò si perpetuò fino quando il torrente, poco alla volta, raccolse il tutto... e depurò.
Infatti, poco alla volta, il fanciullo tornò a vedere le bellezze che lo circondavano e le vide ancor più belle di quanto gli erano parse in precedenza.
Il Fuoco accesa dentro di sé fu determinante poiché seppe integrare anche l'Acqua, l'insegnamento del fiume.

“Ricercando me stesso...”

Il ragazzo uscì dall'acqua e la sua pelle umida riluceva i colori del giardino fiorito.
Si sedette sotto i ciliegi, praticando l'Arte.
In quel viso immobile si manifestò radioso un sorriso.
E il sorriso fu coronato e da un soffio di petali bianco-rosati..."

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"... suggestiva... ma Ferdiad, dimmi, a chi si riferisce il tuo racconto?", chiese la giovane irlandese, che ospitava quell'enigmatico ed altrettanto giovane viandante, il quale, dedito a gustarsi i genuini cookies casalinghi, preparati dalla madre della ragazza, impiegò qualche momento per rispondere...
"Ehm... si riferisce a tutti coloro che si trovano nella condizione di quel ragazzo e a uno solo... a tutti quelli che si sentono insofferenti alla bruttura e alla misera condizione d'esistenza che oggi accomuna la maggioranza degli esseri umani. Però, ho detto a uno solo perché più che ogni altra cosa è la mia esperienza, il mio sentire, prima di riuscire ad iniziare concretamente ad uscirne..."

Niamh si concentrò per un po' su quelle parole, sorseggiando il suo tè, senza però avere un'aria smarrita come tante ne vide Ferdiad...
La ragazza aveva i capelli di un rosso d'oro e le lunghe ciglia le adornavano i grandi occhi verdi, la bocca era piccola ma bella come una rosa e ben definita come tutte le linee del suo corpo. Vestiva con un vestito da lei prodotto, di tipo quasi arcaico, tanto semplice - quanto bello e colorato - era il suo disegno.

Dopo qualche minuto, Niamh riprese: "Raccontami di più del tuo percorso... del tuo cammino di liberazione, se così si può chiamare. Sono molto curiosa."

"Non prendermi con tutta questa considerazione... tuttavia continuo a percorrere il sentiero, e tu avrai la tua storia, anzi... credo che, dietro quell'adorabile viso da misteriosa, tu la stia già avendo!
Ad ogni modo, potra essere oggetto di un'altra discussione... 
Che ne dici invece di andare ora in quel bosco vicino casa tua, in quella collina tanto famosa per le sue storie di magia? In questo periodo ci saranno senz'altro dei porcini eccezionali e se li trovassimo potremmo preparare una cenetta squisita! Infatti ho intenzione di applicare quella ricetta di cui ti ho parlato."

Niamh sorrise e ripensò alla succulenta ricetta accennatale da Ferdiad la sera precedente e, effettivamente, le venne l'acquolina in bocca.

"Bene!", fece lei "vado di sopra a prendere la mia borsa e l'offerta... lo gradiscono sempre!"

martedì 12 aprile 2011

Terra dei Fiordi



... Egli era lì,
nella Terra dei Fiordi la quale, sovente, era stata meta dei suoi pensieri desiderosi assieme ad altri luoghi del Nord…

Da un verde fiordo, Egli osservava lo specchio d’acqua che si stendeva calmo, silente all’interno di quelle alte terre…
Terre ricoperte di prati; terre ricoperte da luminosi boschi di candide betulle e da antiche selve sconfinate… tenebrose, impregnate di Mistero… millenarie…

In quel mondo a sé, ora si stendevano nel Cielo soffici nuvole compatte e formose, dalle quali uscivano infiniti fasci di dorata Luce, dando esistenza all’Incanto in una forma unica e rara.

Il cielo s'incendiò e il giorno fu consumato…  e l’ennesima notte tutto avvolse…

Ed eccolo, poi, il miracolo... ecco apparire il sovrannaturale evento… ecco manifestarsi la divina, estasiante Aurora Boreale, la Via delle Valchirie: segreto accesso, posto in evidenza, per le Dimore Altrove… Al-di-Là…

Ma invisibile a quasi tutti gli umani era l’apparizione dagli eterei colori cangianti, che agli occhi di alcuno in quelle terre poteva sfuggire.

E tutto ciò Egli sapeva…

mercoledì 19 gennaio 2011

Amore


Due occhi di nocciola e profumato bosco,
smarriti in altri due d'acqua e argento,
si fondevano nel concepimento d'un eterno momento...

E dall'impluso che portò le rosee, dolci bocche a sfiorarsi,
strappando sospiri di commozione a quei giovani corpi d'anime antiche,
Amore seguitava danzando esultante nei fioriti prati attorno,
scuotendo grappoli d'uva e gocce di rugiada celeste tra ninfe gioiose,
tracciando tra le vie delle stelle correnti sublimi...

E, gloriosa nel firmamento, impresse la Fulgida Testimonianza di due fanciulli dolcemente abbandonati nell'Aurora Eterna di quell'Incommensurabile Essenza Matrice,
che i fiori e le stagioni dai mille colori permea...

***

Oh, Amore!
Ave a Te, che in assoluto senza confini e rivali sei!
 Ave a Te, eterna ed incorruttibile Sorgente d'Incanto!

Possano le Tue iridescenti e scintillanti acque tornare a scorrere di nuovo in noi e intorno a noi,
 conducendoci verso il Sogno della Dea, 
ristabilendo nella Terra di Mezzo le Melodie Arcane...

Ka!

domenica 3 ottobre 2010

Responso runico sul 2012



Ci stiamo avvicinando sempre più alla fatidica data del 21 dicembre 2012.

Tante teorie, ipotesi ed azzardate certezze sono scaturite riguardo a ciò che c'è in serbo per il mondo ed il suo futuro.
Teorie e film melodrammatici fino al midollo o teorie, probabilmete un po' ingenue, estremamente rosee nelle quali ogni uomo, anche il più becero, subirà un salto evolutivo enorme e potrà passare in un'altra dimensione.
Ovviamente ci sono altre ipotesi, sfumature e vie di mezzo tra questi due opposti.
Di certo non si tratta di noiosi millenarismi cristiani e religiosi, ma bensì di un contesto cosmico.
Un enorme avvenimento che sembrerebbe previsto e segnalato da varie antiche culture e filosofie mondiali...

Io, onestamente, non mi dico certo di nulla.
Non è scetticismo, ma pura umiltà di fronte al possibile approssimarsi di qualcosa che dovrebbe essere veramente ignoto alla nostra degenerata razza...
Spero vivamente che tutto cambi perché il mondo umano di questi tempi non mi piace affatto.

In collegamento a quanto detto sopra, ho voluto divinare con le Sacre Rune1 e vedere cosa avevano da dirmi sugli anni a venire per quanto riguarda l'Europa, ma credo che i messaggi conseguiti si adeguino un po' a tutto il mondo...

Di seguito le mie domande e ciò che, con l'estrazione della Runa, è fluito nella carta attraverso me.



***

Nel 2012/2013 e successivamente sarà pericoloso essere in Europa? Cosa accadrà?

"Ci saranno cambiamenti importanti, non sempre indolori.
La situazione cambierà di molto, correrà verso l'opposto."


Ci saranno quindi cataclismi ed eventi di distruzione, povertà?

"Accadrà ciò che, in parte, verrà stabilito dagli Dèi.
Non il male ma il suono divino luminoso."


Ci sarà per caso un'ascensione?

"Ci sarà un nuovo ordine e cammino.
Il rito si compirà affinché l'immagine opalescente si avvicini alla terra e agli uomini."


***


Non mi sembrano parole presagenti grandi distruzioni apocalittiche da fine del mondo che tanto sembrano piacere a molte persone concentrate sull'argomento...

Certo che ci sono dei passaggi da attraversare affiché certi cambiamenti avvengano, anche in Natura accade così, ma non sappiamo con quali modalità e con quale intensità agiranno in futuro le Potenze della Terra.


Il destino è, per una parte, già scritto.
Un'altra parte ce la scriviamo noi...
                                                    


I commenti riguardo questo responso runico son tutti bene accetti!


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1 Chi volesse approfondire l'argomento "Rune" può rivolgersi al libro "Iniziazione alle Rune" di Anne-Laure e Arnaud D'Apremont

venerdì 30 luglio 2010

Età dell'Oro

E giungerà una Nuova Era.
Verde, fiorita e germogliante.

Dopo la purificazione, una nuova Armonia.
Dopo le Tenebre opprimenti, un'Alba Radiosa.

E i popoli saranno un popolo,
le tradizioni autentiche rifioriranno rinnovate e splendenti,
tutte accomunate da un'Essenza Vera e riconosciuta all'unanimità.

E tornerà l'Età dell'Oro,
la Terra sarà un Giardino radioso ricolmo di abbondanza,
e spesso aurore d'opale si succederanno sopra verdi prati e grandi boschi.

E le Fate torneranno a cantare soavemente tra i fiori e le fronde,
gli Elfi attraverseranno la barriera che divide i mondi, rendendo noti gli accessi al loro Reame,
e ricorderanno al Popolo degli Uomini arcane melodie d'incanto dimenticate da millenni.

Giungerà la Nuova Era,
verde, fiorita e germogliante...

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Ho espresso il mio sentire, che spero non rimanga solo un sogno...
Qui sotto riporto una profezia riguardante la Nuova Era:

"Quando la Terra sarà devastata e gli animali quasi estinti,
giungera` sulla Terra una nuova tribù di popoli di ogni colore, cultura e fede,
e questi, attraverso le loro opere e le loro azioni, renderanno di nuovo verde la Terra.
Essi saranno la tribù dei Guerrieri dell'Arcobaleno."

                       Antica profezia degli Indiani d'America